In Irlanda fare p2p prevede la disconnessione!
Eircom, il maggiore provider Internet irlandese, è diventato di fatto il primo ISP europeo a mettere in atto le ormai famose “tre disconnessioni”, portando quindi a compimento quanto riportavamo anche su queste stesse pagine qualche tempo fa.
La causa delle major nei confronti di Eircom ha dunque avuto gli effetti sperati, visto che il provider inizierà immediatamente a staccare la linea a chi ha ricevuto accuse (non condanne) per download di materiale illegale per un totale di tre volte.
Lungi da tutti noi voler difendere pirati e pirateria, ma l’idea che la misura sia più uno spauracchio ottenuto dalle major nei confronti dei naviganti, che un effettivo modo per risolvere il problema non può passare dalla mente.
FAPAV contro Telecom! Riuscirà ad inibire internet agli utenti Telecom?
Roma – È stata fissata per il prossimo 10 febbraio l’udienza presso il Tribunale di Roma che vedrà opposte la Federazione Italiana Antipirateria Audiovisiva (FAPAV) e l’operatore Telecom Italia. Al centro del contenzioso legale, come già noto, la richiesta da parte di FAPAV di inibire l’accesso agli utenti di Telecom ad un gruppo di siti web rei di aver spacciato film protetti dal copyright.
Stando a quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, il Garante della Privacy avrebbe deciso di costituirsi in giudizio, in modo da difendere i diritti degli utenti del Belpaese, messi a rischio da un invasivo rastrellamento di indirizzi IP da parte della federazione antipirateria. Una decisione, quella del Garante, che ha fatto tornare alla mente il precedente caso Peppermint.
“In questo caso, in modo ancora più grave che nella vicenda Peppermint – ha sottolineato Marco Pierani, responsabile delle relazioni esterne istituzionali di Altroconsumo – perché FAPAV ha coinvolto molti più utenti e ha scavato più a fondo nelle loro attività”. Attività illecite, scoperte dalla federazione per mezzo di CoPeerRigt, società francese specializzata nel monitoraggio della Rete, in particolare del P2P.
FAPAV ha chiesto a Telecom Italia di procedere ad un adeguato filtraggio di quei siti che si sarebbero macchiati di condivisione selvaggia, pena un risarcimento di 10mila euro per ogni giorno di inadempienza. “In media per un film italiano che incassava 10 milioni di euro nel 2009 – ha spiegato Laura Mattiucci di CoPeerRight – abbiamo registrato un milione di download pirata nel primo mese di presenza nelle sale”. La società informatica ha tuttavia negato di aver fornito a FAPAV alcuna identità.






