Attacco a DreamHost: Cambiate le Password!
Ieri il noto provider DreamHost ha rilevato delle attività anomale all’interno dei propri database, sospettando un possibile attacco l’operatore consiglia di cambiare tutte le password associate al proprio dominio in particolare modo la password FTP, Shell e MySQL.
DremaHost non ha rilevato cosa sia stato realmente sottratto dai server ma molti utenti hanno dichiarato di aver visto il proprio sito internet “azzerarsi”.
Le attività sospette sono iniziate alle 9:45am PST del 20 Gennaio 2012 e DreamHost ha provveduto molto tempestivamente ad informare tutti gli utenti di cambiare password, l’allarmismo ha però creato un ulteriore sovraccarico dei server impedendo a tutti di cambiare correttamente la password. Per rimediare il provider Americano ha proceduto ad un blocco totale agli accessi rendendo pur sempre visibili i siti internet ma nessuno era in grado di collegarsi via FTP o Shell per attuare le modifiche.
Oggi la situazione sempre essersi ripristinata e quindi chi fosse in possesso di un dominio o server con DreamHost è caldamente inviato a sostituire la propria password.
Per chi fosse interessato a seguire tutta la vicenda può accedere al pannello di “Status” del provider: http://www.dreamhoststatus.com/
Bucato il sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione
Lo scorso 17 Dicembre 2011 il Cracker Thorwed ha diffuso tramite Twitter la notizia che è riuscito ad accedere al Database del sito qualitapa.gov.it del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione tramite una falla di tipo SQL Injection. Lo stesso utente ha poi diffuso su Pastebin le informazioni estratte dal database dal quale si possono visualizzare username, password e eMail di circa 9000 utenti registrati al sito.
In data odierna gli amministratori del sito internet ci fanno sapere che hanno comunicato a tutti gli utenti coinvolti nel misfatto tramite eMail l’accaduto invitandoli a cambiare in tempi brevissimi le password associate all’username. Di seguito vi riportiamo l’email integrale:
Salve,
sta ricevendo questa email perche’ le password associate alla sua utenza del sito http://qualitapa.gov.it sono state compromesse e pubblicate su internet, con annessa visibilita’ mediatica pubblica dell’evento.- Sintesi dell’accaduto (lingua italiana)
http://www.matteocavallini.com/2011/12/bucato-un-sito-del-ministero.html
- Pubblicazione di 9000 password del ministero (inglese):
http://www.cyberwarnews.info/2011/12/18/9000-accounts-leaked-from-italian-minister-for-public-administration-and-innovation/
- Elenco delle password pubblicate
http://pastebin.com/raw.php?i=wVSq1Ujb
Questo messaggio vuole avvisarvi di CAMBIARE LE PASSWORD dei vostri acccount USERNAME e EMAIL.
Spesso si utilizza la stessa password fra piu’ sistemi informativi, per cui se la password da lei usata su qualitapa.gov.it consente l’accesso ad altri sistemi informativi (come l’email o il gestionale aziendale), dovete subito CAMBIARE LE VOSTRE PASSWORD.
Suggeriamo vivamente di CAMBIARE LA PASSWORD relativa alla vostra utenza su:
- Sito web http://qualitapa.gov.it (quando fosse nuovamente disponibile)
- Sistema di Accesso Email della propria agenzia pubblica o personale
- Sistemi informativi accessibili da internet con la vostra utenzaQuesto messaggio e’ stato inviato in modo indipendente da qualunque coordinamento o collegamento con autorita’ o enti di vigilanza, esclusivamente come iniziativa civica d’urgenza, considerati i rischi potenziali legati a questa perdita di dati e ad altre che potrebbero accadere senza un celere cambio di password.
Vi ricordiamo di attenervi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali degli uffici preposti, questo messaggio inviato d’urgenza e’ solo di carattere informativo al fine di consentire una piu’ celere risposta all’incidente informatico, invitando a un cambiamento di password delle proprie utenze accessibili da internet.
Lunedi’ mattina cambiata la vostra password e contattate il vostro referente per la Sicurezza informatica o per i sistemi informativi.
Cordiali Saluti
Fonte | Matteo Cavallini
[VIDEO] Analisi dell’attacco alla RSA
In diversi luoghi ho parlato dell’attacco avvenuto alla RSA Security lo scorso Giugno 2011 oggi voglio invece mostrarvi un video realizzato da J. Oquendo nel quale viene analizzata la prima fase dell’attacco. Per introdursi nell’azienda è stata utilizzata la tecnica di Spear Phishing inviando ad un dipendente della nota società di sicurezza informatica una eMail contenente una file Excell nel quale vi era con codice VBScript che sfruttava una falla 0Day di Adobe Flash Player.
Grazie a questa escalation è stato possibile accedere ai sistemi interni della RSA Security sottraendo una o più Master Key in grado di generare i codici dei Token OTP (One Time Password).
Nel video vengono utilizzate le principali tecniche ed utility di OSINT (Open Source INTelligence).
L’attacco al CNAIPIC è stato un complotto!
Il cyberattacco condotto dalla LulzSecurity nel luglio scorso contro il Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, che fa capo alla polizia postale, sarebbe una bufala. Anzi, molto peggio, un complotto. A sostenerlo sono gli Anonymous, che si sono accorti di come la quasi totalità degli otto gigabyte di dati sottratti all’azienda che fornisce assistenza tecnica al Centro sia in realtà un clamoroso falso.
C’era di tutto, tra i documenti resi pubblici dagli hacktivist su Twitter e Pastebin.com: dai rapporti confidenziali di agenti in servizio alle scansioni di documenti di identità di cittadini russi, indiani ed egiziani. Persino gli schemi del server del Cnaipic, l’organigramma e l’ubicazione dei suoi uffici, e ancora diverse immagini di poliziotti al lavoro, compresa una foto di gruppo che sembra estratta da una presentazione. Tutto, o quasi, falso. Come del resto sarebbe falsa anche l’intercettazione del carteggio segreto secondo il quale dal Brasile sarebbe partito un maxiversamento in denaro verso la diocesi cattolica di Hong Kong per aiutare l’ex premier ucraina Julija Tymošenko a fuggire all’estero per scampare all’“inevitabile incarcerazione imminente”, di fatto avvenuta poi il 5 agosto scorso.
Ma non si sarebbe trattato di una polpetta avvelenata lanciata ai cyberattivisti, bensì di un complotto volto a screditare l’immagine dello stesso Cnaipic, o meglio ancora delle realtà private che offrono al centro la loro consulenza, per farle apparire incapaci di badare alla sicurezza dei propri sistemi. L’obiettivo? «Favorire qualche altra società di websecurity privata, convinta di poter ottenere così qualche appalto multimilionario o qualche super commessa a sei zeri», rivela a Linkiesta uno degli stessi Anonymous. La cybersicurezza, da sempre terreno di ricco business, è diventata infatti di questi tempi una vera e propria miniera d’oro per gli addetti ai lavori. Ecco perché, secondo i cyberattivisti, a qualcuno avrebbe potuto far molto comodo eliminare dalla lizza qualche concorrente di primo piano.
«È ormai chiaro che qualcuno avesse intenzione di fare uno sgambetto al Cnaipic per favorire, a discapito delle società di consulenza private che collaborano con il centro, qualche altra società di web security privata», ci spiega la nostra fonte sicura all’interno del movimento. Il vero obiettivo del “complotto”, quindi, era il Cnaipic stesso. Gli Anonymous, anche loro caduti nel tranello, sarebbero stati solo l’inconsapevole strumento per far scattare la trappola.
Tra complotti, paranoie e web-figuracce internazionali, tra il popolo del web tira aria di scandalo. Già gran parte degli stessi Anonymous non aveva digerito l’attacco del 25 luglio scorso, condotto contro un’istituzione impegnata in prima linea nella lotta alla pedopornografia on-line e al terrorismo, e quindi, secondo l’etica hacker, “dalla parte dei buoni”, nonostante sia loro acerrima nemica su altri fronti. In più, la rivelazione: la maggior parte dei dati sensibili sottratti nel raid si rivela fasulla. Davvero un duro colpo per la credibilità dell’intero movimento, che ora si interroga sulla necessità di maggiore cautela per i prossimi attacchi, onde evitare ulteriori strumentalizzazioni interessate.
«Da settimane la comunità internazionale degli Anonimi discute della vicenda, e siamo sempre più convinti che questa sia la corretta lettura di quanto avvenuto: era in corso una battaglia tra le stesse società di websicurezza privata che abitualmente combattiamo, ma nostro malgrado ci siamo finiti in mezzo» ci spiega il nostro referente. «D’ora in avanti dovremo essere ancora più cauti. Sappiamo di avere nemici dappertutto, ma sicuramente non vogliamo diventare burattini nelle mani di questo o di quell’altro».
Vulnerabilità nel BlackBerry Enterprise Server
Il BlackBerrry Enterprise Server è soggetto ad una vulnerabilità scoperta i primi giorni di questo affannoso Agosto, l’exploit permettere ad un utente malintenzionato di prendere il pieno controllo del server semplicemente inviando una immagine creata ad Hoc ad un utente del BES.
La vulnerabilità influenzerebbe i server BES per Exchange, Lotus Domino e Novell GroupWise, quest’ultimi prodotto sono stati aggiornati il 9 Agosto 2011 per correggere la vulnerabilità.
L’attaccante per sferrare l’attacco deve creare l’immagina maligna (in formato TIFF o PNG) ed inviarla all’utente associato al BES, una volta pervenuta l’eMail nel server non si dovrà fare nient’altro che sferrare l’attacco. In alcuni casi, l’utente non deve nemmeno aprire l’eMail.
Maggiori informazioni sono reperibili sul sito ufficiale di BlackBerry.









